“Quello sui congedi parentali rischia di essere l’ennesimo ‘specchietto per le allodole’ fatto per distrarre dallo scivolone del governo, che li ha tanto declamati alla vigilia dell’approvazione del Jobs Act, ma li ha resi usufruibili solo per circa 6 mesi”. Lo dichiara il segretario confederale dell’Ugl, Ornella Petillo, aggiungendo che “se la normativa divenisse strutturale sarebbe una notizia apprezzabile, ma nutriamo dubbi in merito: ci chiediamo perché non sia stata inserita la dicitura “la riforma entra in vigore dal….”, mentre la scelta dell’esecutivo è stata quella di inserire all’articolo 42 comma 2, la più generica formula “…anche per gli anni successivi al 2015”, che lascia aperto un interrogativo sull’effettiva durata”.
“Abbiamo inoltre delle forti perplessità in merito alla celerità nella tempistica di pubblicazione in Gazzetta, dato che il decreto attuativo sul riordino degli ammortizzatori sociali dovrà essere sottoposto al vaglio delle Commissioni di Camera e Senato per il parere obbligatorio entro il 16 luglio”.
“Si deve inoltre aggiungere – prosegue la sindacalista – che il governo ha stanziato risorse in un fondo indifferenziato, che peraltro ha durata fino al 2017 e non oltre in base alla Legge di Stabilità 190 del 2014, e siamo a chiederci da dove proverrebbero le eventuali risorse aggiuntive sembra far riferimento il governo nella sua trionfalistica nota”.